Approfondimenti
Contenuti didattici digitali gratuiti. Esperienze delle scuole italiane che utilizzano le nuove tecnologie nei loro percorsi didattici. Un ambiente collaborativo in cui insegnanti e studenti possono trovare i tanti strumenti offerti dal Web 2.0.
Tutto questo, e non solo, è Innovascuola , il Portale realizzato dal Dipartimento per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione tecnologica in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, per offrire a docenti, studenti e famiglie un nuovo modo per conoscere e apprendere.
Il cuore del portale è la Libreria Digitale, repository di risorse multimediali, dove si possono trovare centinaia di contenuti didattici gratuiti per istituti di ogni ordine e grado, che spaziano dalla matematica all’italiano, dalla storia dell’arte alla fisica.
Per chi ama i social network c’è MyInnova, una piazza virtuale dove è possibile scambiarsi idee, esperienze, contenuti, informazioni. Ogni docente può creare una sua community per collaborare con altri colleghi o con i propri studenti, attraverso i tanti strumenti offerti dalla piattaforma: forum, chat, wiki, risorse. L’obiettivo è avere un confronto continuo e stimolante con quanti adottano i nuovi media nei propri percorsi didattici.
Con MyInnova si può inoltre gestire un proprio archivio di risorse digitali scaricate dalla Libreria del Portale InnovaScuola o trovate navigando nella Rete.
Chi invece vuole conoscere le scuole che già hanno impiegato nei loro percorsi le lavagne interattive multimediali, software open source, learning object, può entrare nella sezione Esperienze, pensata come una panoramica sugli istituti italiani impegnati nella scoperta delle possibilità offerte dai nuovi media.
Ma, oltre a offrire diversi strumenti didattici, InnovaScuola si propone come un portale informativo sulla scuola ai tempi del Web 2.0.
Nell’area Primo Piano si trovano infatti news, rubriche, recensioni di libri e di siti web, per restare sempre aggiornati sul mondo della didattica. Nella sezione Approfondimenti il sito mette invece a disposizione pillole formative e canali tematici, per introdurre gli insegnanti e gli studenti all’uso della Lim e di strumenti come wiki, mappe concettuali e forum. In quest’area sono anche segnalati software da scaricare gratuitamente, per rendere le proprie lezioni sempre più multimediali e interattive.
Entrare in InnovaScuola significa conoscere tante opportunità per rinnovare la propria didattica. Restando sempre al passo con il Web e le nuove tecnologie.
__________________________________________________________________________________
Licenze Creative Commons (CC) è la denominazione di alcune licenze di diritto d’autore redatte e messe a disposizione del pubblico a partire dal 16 dicembre 2002 dalla Creative Commons, un ente non-profit statunitense fondato nel 2001. Sono state quindi tradotte in italiano e adattate al nostro sistema giuridico da un gruppo di lavoro del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Torino.
La filosofia su cui è fondato lo strumento giuridico delle licenze CC si basa sullo slogan “Some Rights Reserved” (alcuni diritti riservati), una graduale sfumatura intermedia fra il modello “tutti i diritti riservati” tipico del copyright tradizionale e il modello “nessun diritto riservato” tipico del pubblico dominio integrale o di una sorta di no-copyright. In sostanza l’autore può decidere quali diritti riservarsi e quali cedere a terzi, riguardo l’utilizzo dei contenuti originali da lui creati.
Per maggiori informazioni potete visitare il sito creative commons italia.
Una curiosità sull’origine del nome
Nell’articolo The tragedy of the commons del 1968 (“La tragedia dei benicomuni”) l’economista Garret Hardin sosteneva che i beni comuni, ovvero quelli di proprietà di nessuno ma di cui tutti possono beneficiare, sono sempre destinati alla rovina: «La rovina è la destinazione verso la quale tutti gli uomini si affrettano, ciascuno perseguendo il proprio massimo interesse in una società che crede nella libertà di accesso ai beni comuni. Questa libertà porta la rovina a tutti quanti.» (Breve estratto della versione italiana disponibile alla pagina web www.oilcrash.com/italia/tragedy.htm)
I teorici di Creative Commons sostengono invece che i beni come i prodotti della creatività e dell’ingegno umano non sono soggetti a deperimento poiché ogni creazione aumenta il suo valore sociale quante più sono le persone che ne possono beneficiare ( oltretutto la creatività umana, a differenza di altre risorse naturali, non ha limiti ). Per questo possiamo parlare di una “comedy of the commons”, dove però i beni comuni sono beni comuni creativi, appunto dei “creative commons”.


